Perché la danza? > a cura di Maurizio Zanardi e Gabriella Riccio

Perché la danza?
Perché la danza, e non la musica, il cinema, la pittura, il teatro, insomma le altre arti, sempre che si possa ritenere la danza un’arte? Perché “occupare” gli spazi dell’Asilo con insistenza e continuità per pensare con il maggior rigore possibile la rilevanza e la necessità del danzare? Perché una tale urgenza e privilegio assegnati alla danza? Perché mai la danza sarebbe una questione, in questione? […] Si tratta, dunque, di pensare il senso dell’attualità della danza e la nuova contesa che si apre per sottrarre la natura intempestiva, errante dei suoi gesti moderni alle forze che mirano a impiegarli nella produzione del “sensazionale”, dell’evento, dell’eccitazione e stimolazione incessante della società. trollabile, agitazione generale? […] Certo, il carattere sempre più imprenditoriale delle pratiche artistiche, afferrate dalla logica di una produttività rapida e dagli esiti immediatamente “calcolabili”, spinge le arti in direzione di prestazioni senza teoria, di un assillo competitivo che non lascia spazi e tempo per pensare i propri atti. Il lavoro teorico non sembra più, come è stato in tutte le più ardite sperimentazioni artistiche, componente fondamentale dell’atto di creazione. (Maurizio Zanardi)

Perché la danza? > a cura di Maurizio Zanardi e Gabriella Riccio

Perché la danza?
Perché la danza, e non la musica, il cinema, la pittura, il teatro, insomma le altre arti, sempre che si possa ritenere la danza un’arte? Perché “occupare” gli spazi dell’Asilo con insistenza e continuità per pensare con il maggior rigore possibile la rilevanza e la necessità del danzare? Perché una tale urgenza e privilegio assegnati alla danza? Perché mai la danza sarebbe una questione, in questione? […] Si tratta, dunque, di pensare il senso dell’attualità della danza e la nuova contesa che si apre per sottrarre la natura intempestiva, errante dei suoi gesti moderni alle forze che mirano a impiegarli nella produzione del “sensazionale”, dell’evento, dell’eccitazione e stimolazione incessante della società. trollabile, agitazione generale? […] Certo, il carattere sempre più imprenditoriale delle pratiche artistiche, afferrate dalla logica di una produttività rapida e dagli esiti immediatamente “calcolabili”, spinge le arti in direzione di prestazioni senza teoria, di un assillo competitivo che non lascia spazi e tempo per pensare i propri atti. Il lavoro teorico non sembra più, come è stato in tutte le più ardite sperimentazioni artistiche, componente fondamentale dell’atto di creazione. (Maurizio Zanardi)

La Sublimazione > convegno PAN Palazzo delle Arti di Napoli 15-16.03.17

Gabriella Riccio interviene su “Il corpo e la scena” nell’ambito del Convegno Internazionale dedicato a “La Sublimazione. Analisi critica dell’ultima frontiera del simbolico” organizzato dalla Rivista Kaiak A philosophical Journey a cura di Vincenzo Cuomo ed Eleonora de Conciliis. Relatori: Massimo Recalcati, Laura Bazzicalupo, Mario Bottone, Bruno Moroncini, Daniele Dottorini, Fabio Tolledi, Franco Cipriano, Daniele Goldoni, Roberto Diodato, Carmelo Colangelo, , Felice Ciro Papparo, Nicola Magliulo, Maria D’Ambrosio, Roberto Terrosi

La Sublimazione > convegno PAN Palazzo delle Arti di Napoli 15-16.03.17

Gabriella Riccio interviene su “Il corpo e la scena” nell’ambito del Convegno Internazionale dedicato a “La Sublimazione. Analisi critica dell’ultima frontiera del simbolico” organizzato dalla Rivista Kaiak A philosophical Journey a cura di Vincenzo Cuomo ed Eleonora de Conciliis. Relatori: Massimo Recalcati, Laura Bazzicalupo, Mario Bottone, Bruno Moroncini, Daniele Dottorini, Fabio Tolledi, Franco Cipriano, Daniele Goldoni, Roberto Diodato, Carmelo Colangelo, , Felice Ciro Papparo, Nicola Magliulo, Maria D’Ambrosio, Roberto Terrosi

FOTO La Follia TEATRO PICCOLO BELLINI Napoli 08.04.2016

Progetto ibrido. Due personalità – quella coreografica di Gabriella Riccio e quella musicale di Achille Succi – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza.

FOTO La Follia TEATRO PICCOLO BELLINI Napoli 08.04.2016

Progetto ibrido. Due personalità – quella coreografica di Gabriella Riccio e quella musicale di Achille Succi – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza.

8.04.2016 LA FOLLIA al TEATRO PICCOLO BELLINI di Napoli

http://www.teatrobellini.it/spettacoli/117/la-follia
“Non c’è follia se non come istante supremo dell’opera, e quest’ultima la respinge indefinitamente ai suoi confini: dove c’è opera non c’è follia; e tuttavia la follia è contemporanea dell’opera, poiché inaugura il tempo della sua verità. L’istante in cui nascono e si compiono insieme l’opera e la follia è l’inizio del tempo in cui il mondo si ritrova citato in giudizio da quest’opera e responsabile di ciò che è davanti ad essa” [M.F.]
Progetto ibrido. Due personalità – quella coreografica di Gabriella Riccio e quella musicale di Achille Succi – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza.
Un corpo a corpo tra suono e movimento liberamente ispirato a “la follia”, tema musicale che si sviluppa in improvvisazioni e variazioni, tra i più antichi della musica europea.
Corpo e movimento che si fanno materia sonora. Suono e musica che prendono corpo e si appropriano dello spazio. Il respiro che si fa materia creativa ed espande dallo strumento e dal corpo alla materia sonora e visiva. Ascolto e silenzio quali gestazione per il suono ed il movimento.
Qui la musica non è accompagnamento alla danza, allo stesso modo la danza non è interpretazione della musica, neppure si tratta o si cerca un dialogo tra musica e danza. Una nuova tensione ed esplorazione del rapporto possibile sottende la performance.
Opposites attract. L’impalpabile del suono e la materia fisica del corpo nello spazio in un continuum di giustapposizioni buio/luce, suono/silenzio, movimento/immobilità, anticipazioni, echi, risonanze. Un sottilissimo gioco di rimandi e sfide che passano da equilibri a disequilibri, da dominazione a sottomissione, dall’intesa al malinteso quale territorio fertile della rappresentazione.

8.04.2016 LA FOLLIA al TEATRO PICCOLO BELLINI di Napoli

http://www.teatrobellini.it/spettacoli/117/la-follia
“Non c’è follia se non come istante supremo dell’opera, e quest’ultima la respinge indefinitamente ai suoi confini: dove c’è opera non c’è follia; e tuttavia la follia è contemporanea dell’opera, poiché inaugura il tempo della sua verità. L’istante in cui nascono e si compiono insieme l’opera e la follia è l’inizio del tempo in cui il mondo si ritrova citato in giudizio da quest’opera e responsabile di ciò che è davanti ad essa” [M.F.]
Progetto ibrido. Due personalità – quella coreografica di Gabriella Riccio e quella musicale di Achille Succi – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza.
Un corpo a corpo tra suono e movimento liberamente ispirato a “la follia”, tema musicale che si sviluppa in improvvisazioni e variazioni, tra i più antichi della musica europea.
Corpo e movimento che si fanno materia sonora. Suono e musica che prendono corpo e si appropriano dello spazio. Il respiro che si fa materia creativa ed espande dallo strumento e dal corpo alla materia sonora e visiva. Ascolto e silenzio quali gestazione per il suono ed il movimento.
Qui la musica non è accompagnamento alla danza, allo stesso modo la danza non è interpretazione della musica, neppure si tratta o si cerca un dialogo tra musica e danza. Una nuova tensione ed esplorazione del rapporto possibile sottende la performance.
Opposites attract. L’impalpabile del suono e la materia fisica del corpo nello spazio in un continuum di giustapposizioni buio/luce, suono/silenzio, movimento/immobilità, anticipazioni, echi, risonanze. Un sottilissimo gioco di rimandi e sfide che passano da equilibri a disequilibri, da dominazione a sottomissione, dall’intesa al malinteso quale territorio fertile della rappresentazione.

30-31.01.16 NOLI ME TANGERE prove aperte Residenza Coreografica 2015|2016 L’ASILO Napoli vico Maffei 4

https://www.facebook.com/events/950693298359811/
Ma che cosa é la vista se non, né più né meno, un contatto differito? E che cosa é un contatto differito se non un toccare che acuisce o distilla senza posa, fino ad un eccesso necessario, il punto, la punta e l’istante dove il tocco si distacca da ciò che tocca, nel momento stesso in cui lo tocca? Senza questo distacco, senza questo arretramento o questo allontanamento, il tocco non sarebbe più quello che é e non farebbe più quello che fa (ovvero non si lascerebbe più fare quello che si lascia fare). Comincerebbe a reificarsi in una presa, in un’adesione, un invischiamento, o addirittura in un’agglutinazione che lo imprimerebbe nell’oggetto e l’oggetto in lui, eguagliandoli e facendone proprietà l’uno dell’altro l’uno nell’altro. Ci sarebbe identificazione, fissazione, proprietà, immobilità. “Non tenermi” finisce così per dire: “Toccami con un tocco vero, ritratto, non appropriante e non identificante”. Carezzami, non toccarmi [J.L. Nancy]

30-31.01.16 NOLI ME TANGERE prove aperte Residenza Coreografica 2015|2016 L’ASILO Napoli vico Maffei 4

https://www.facebook.com/events/950693298359811/
Ma che cosa é la vista se non, né più né meno, un contatto differito? E che cosa é un contatto differito se non un toccare che acuisce o distilla senza posa, fino ad un eccesso necessario, il punto, la punta e l’istante dove il tocco si distacca da ciò che tocca, nel momento stesso in cui lo tocca? Senza questo distacco, senza questo arretramento o questo allontanamento, il tocco non sarebbe più quello che é e non farebbe più quello che fa (ovvero non si lascerebbe più fare quello che si lascia fare). Comincerebbe a reificarsi in una presa, in un’adesione, un invischiamento, o addirittura in un’agglutinazione che lo imprimerebbe nell’oggetto e l’oggetto in lui, eguagliandoli e facendone proprietà l’uno dell’altro l’uno nell’altro. Ci sarebbe identificazione, fissazione, proprietà, immobilità. “Non tenermi” finisce così per dire: “Toccami con un tocco vero, ritratto, non appropriante e non identificante”. Carezzami, non toccarmi [J.L. Nancy]

FOTO Magnificat – primo studio per un mondo migliore a L’ASILO #GRANDEVENTO 2015

idea e creazione GABRIELLA RICCIO
danza FRANCESCO FERRARO
elaborazione suoni MASSIMO SCAMARCIO
elaborazione video LOREDANA ANTONELLI
con Gabriella Riccio, Gaetano Funambolico Nocerino, Vanna Piacente Denies

FOTO Magnificat – primo studio per un mondo migliore a L’ASILO #GRANDEVENTO 2015

idea e creazione GABRIELLA RICCIO
danza FRANCESCO FERRARO
elaborazione suoni MASSIMO SCAMARCIO
elaborazione video LOREDANA ANTONELLI
con Gabriella Riccio, Gaetano Funambolico Nocerino, Vanna Piacente Denies

MAGNIFICAT – primo studio per un mondo migliore

Abbiamo iniziato il laboratorio “Esperimenti di sopravvivenza nello spazio” il 16 novembre, tre giorni dopo gli attentati di Parigi, e ci siamo chiesti cosa possono gli artisti quando il mondo è un palcoscenico così forte, qualsiasi azione in scena non può competere con la forza di quanto accade ormai nel mondo. Forse quello che possono gli artisti oggi è essere folli, folli di folle speranza, folli d’amore. Magnificat è la prima parola che Maria pronuncia quando incontra Elisabetta, Magnificat racchiude in se la fiducia e la folle speranza. E’ Parsifal eroe della compassione. E’ l’Umanità che avanza

MAGNIFICAT – primo studio per un mondo migliore

Abbiamo iniziato il laboratorio “Esperimenti di sopravvivenza nello spazio” il 16 novembre, tre giorni dopo gli attentati di Parigi, e ci siamo chiesti cosa possono gli artisti quando il mondo è un palcoscenico così forte, qualsiasi azione in scena non può competere con la forza di quanto accade ormai nel mondo. Forse quello che possono gli artisti oggi è essere folli, folli di folle speranza, folli d’amore. Magnificat è la prima parola che Maria pronuncia quando incontra Elisabetta, Magnificat racchiude in se la fiducia e la folle speranza. E’ Parsifal eroe della compassione. E’ l’Umanità che avanza

/ News

29.12.15 MAGNIFICAT – primo studio per un mondo migliore al GRANDE VENTO 2015 NAPOLI L’ASILO vico Maffei 4

  https://www.facebook.com/events/192436761106514/ http://www.exasilofilangieri.it/il-grande-vento-2015/ MAGNIFICAT – primo studio per un mondo migliore idea e creazione GABRIELLA RICCIO danza FRANCESCO FERRARO elaborazione suoni MASSIMO SCAMARCIO elaborazione video LOREDANA ANTONELLI con Gabriella Riccio, Gaetano Funambolico Nocerino, Vanna Piacente Denies    

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29.12.15 MAGNIFICAT – primo studio per un mondo migliore al GRANDE VENTO 2015 NAPOLI L’ASILO vico Maffei 4

  https://www.facebook.com/events/192436761106514/ http://www.exasilofilangieri.it/il-grande-vento-2015/ MAGNIFICAT – primo studio per un mondo migliore idea e creazione GABRIELLA RICCIO danza FRANCESCO FERRARO elaborazione suoni MASSIMO SCAMARCIO elaborazione video LOREDANA ANTONELLI con Gabriella Riccio, Gaetano Funambolico Nocerino, Vanna Piacente Denies    

LA FOLLIA – Residenza Coreografica a L’asilo – terza tappa

http://www.exasilofilangieri.it/la-follia-residenza
Progetto ibrido. Due personalità – quella musicale di Achille Succi e quella coreografica di Gabriella Riccio – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza.

Un corpo a corpo tra suono e movimento liberamente ispirato a “la follia”, tema musicale che si sviluppa in
improvvisazioni, tra i più antichi della musica europea che risale al XVI secolo, in origine una danza portoghese e un rito legato alla fertilità.
Corpo e movimento che si fanno materia sonora. Suono e musica che prendono corpo e si appropriano dello spazio. Il respiro che si fa materia creativa ed espande dallo strumento e dal corpo alla materia sonora e visiva. Ascolto e silenzio quali gestazione per il suono ed il movimento.
Qui la musica non è accompagnamento alla danza, allo stesso modo la danza non è interpretazione della musica,
neppure si tratta o si cerca un dialogo tra musica e danza. Una nuova tensione ed esplorazione del rapporto possibile sottende la performance.
Opposites attract. L’impalpabile del suono e la materia fisica del corpo nello spazio in un continuum di giustapposizioni buio/luce, suono/silenzio, movimento/immobilità, anticipazioni, echi, risonanze. Un sottilissimo gioco di rimandi e sfide che passano da equilibri a disequilibri, da dominazione a sottomissione, dall’intesa al malinteso quale territorio fertile della rappresentazione.

LA FOLLIA – Residenza Coreografica a L’asilo – terza tappa

http://www.exasilofilangieri.it/la-follia-residenza
Progetto ibrido. Due personalità – quella musicale di Achille Succi e quella coreografica di Gabriella Riccio – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza.

Un corpo a corpo tra suono e movimento liberamente ispirato a “la follia”, tema musicale che si sviluppa in
improvvisazioni, tra i più antichi della musica europea che risale al XVI secolo, in origine una danza portoghese e un rito legato alla fertilità.
Corpo e movimento che si fanno materia sonora. Suono e musica che prendono corpo e si appropriano dello spazio. Il respiro che si fa materia creativa ed espande dallo strumento e dal corpo alla materia sonora e visiva. Ascolto e silenzio quali gestazione per il suono ed il movimento.
Qui la musica non è accompagnamento alla danza, allo stesso modo la danza non è interpretazione della musica,
neppure si tratta o si cerca un dialogo tra musica e danza. Una nuova tensione ed esplorazione del rapporto possibile sottende la performance.
Opposites attract. L’impalpabile del suono e la materia fisica del corpo nello spazio in un continuum di giustapposizioni buio/luce, suono/silenzio, movimento/immobilità, anticipazioni, echi, risonanze. Un sottilissimo gioco di rimandi e sfide che passano da equilibri a disequilibri, da dominazione a sottomissione, dall’intesa al malinteso quale territorio fertile della rappresentazione.

CAMPANIADANZA La filosofia diventa danza intensa ed emozionante con Gabriella Riccio – Simona Perrella

“Non trattenersi significa affermare l’urgenza di compiere quello che l’arte ispira, quello che l’atto performativo suggerisce, quello che una vocazione interna decreta come qualcosa che deve essere compiuta: trasfigurazione, intimità, relazione, distacco, umano, divino sono i messaggi filosofici detti attraverso il corpo, un corpo che non dice con le parole, ma che sensibilizza la visione di dettagli di universalità umana.”

CAMPANIADANZA La filosofia diventa danza intensa ed emozionante con Gabriella Riccio – Simona Perrella

“Non trattenersi significa affermare l’urgenza di compiere quello che l’arte ispira, quello che l’atto performativo suggerisce, quello che una vocazione interna decreta come qualcosa che deve essere compiuta: trasfigurazione, intimità, relazione, distacco, umano, divino sono i messaggi filosofici detti attraverso il corpo, un corpo che non dice con le parole, ma che sensibilizza la visione di dettagli di universalità umana.”

NAPOLIMONITOR Noli me tangere. Una performance di Gabriella Riccio all’ex Asilo Filangieri – Antonio Grieco

“… sembra di scorgere un riflesso della pittura di Francis Bacon, in particolare quella degli allucinanti Studies of the uman body del 1970, dove i corpi paiono disfarsi per la violenta pressione corrosiva del tempo…una scena che ricorda la magia visionaria del teatrodanza di Pina Bausch… Noli me tangere è una ri-creazione dell’evento scenico come la intendeva Carmelo Bene, vale a dire, come un’operazione di riscrittura drammaturgica che procede per sottrazione, per amputazione dei consueti canoni rappresentativi dell’arte coreografica….”

NAPOLIMONITOR Noli me tangere. Una performance di Gabriella Riccio all’ex Asilo Filangieri – Antonio Grieco

“… sembra di scorgere un riflesso della pittura di Francis Bacon, in particolare quella degli allucinanti Studies of the uman body del 1970, dove i corpi paiono disfarsi per la violenta pressione corrosiva del tempo…una scena che ricorda la magia visionaria del teatrodanza di Pina Bausch… Noli me tangere è una ri-creazione dell’evento scenico come la intendeva Carmelo Bene, vale a dire, come un’operazione di riscrittura drammaturgica che procede per sottrazione, per amputazione dei consueti canoni rappresentativi dell’arte coreografica….”

FOTO Anteprima NOLI ME TANGERE a L’Asilo

si parte da un gap / tempo che separa / spazio incolmabile tra gli esseri umani / discrepanza spazio-temporale / distanza delle fasi dell’essere / lasso / vuoto / interruzione / che tende a / che lascia intendere un / continuum / noli me tangere / non toccarmi / non trattenermi / Cristo trasfigurato pronuncia alla Maddalena / impazienza / urgenza / lacerante talvolta / come nell’atto creativo / performativo / non trattenermi da ciò che devo compiere adesso / perché è etico che l’arte sia / e forse scandalosa è l’urgenza di questa etica / dello scoprire / del mostrare / mostrarsi esposti / andare verso / un’azione irrinunciabile / ma anche tabù / del contatto / del lasciarsi penetrare / del lasciare infrangere e / corrompere la nostra sfera di individui / tendenza a non volere mutare di stato / rinunciare all’Io / andare oltre / in quanto la rinuncia alla corruzione è sterile / atto non fertile / il monito diventa quindi lacerante / memento a seguire una via della trasfigurazione / di un contatto con / l’impalpabile conoscenza di sé / del proprio dovere di compiersi

FOTO Anteprima NOLI ME TANGERE a L’Asilo

si parte da un gap / tempo che separa / spazio incolmabile tra gli esseri umani / discrepanza spazio-temporale / distanza delle fasi dell’essere / lasso / vuoto / interruzione / che tende a / che lascia intendere un / continuum / noli me tangere / non toccarmi / non trattenermi / Cristo trasfigurato pronuncia alla Maddalena / impazienza / urgenza / lacerante talvolta / come nell’atto creativo / performativo / non trattenermi da ciò che devo compiere adesso / perché è etico che l’arte sia / e forse scandalosa è l’urgenza di questa etica / dello scoprire / del mostrare / mostrarsi esposti / andare verso / un’azione irrinunciabile / ma anche tabù / del contatto / del lasciarsi penetrare / del lasciare infrangere e / corrompere la nostra sfera di individui / tendenza a non volere mutare di stato / rinunciare all’Io / andare oltre / in quanto la rinuncia alla corruzione è sterile / atto non fertile / il monito diventa quindi lacerante / memento a seguire una via della trasfigurazione / di un contatto con / l’impalpabile conoscenza di sé / del proprio dovere di compiersi

11.15-03.16 ESPERIMENTI DI SOPRAVVIENZA NELLO SPAZIO Laboratorio permanente di ricerca e creazione tra pratica e pensiero condotto da Gabriella Riccio a L’Asilo

http://www.exasilofilangieri.it/esperimenti-di-sopravvivenza-nello-spazio/
https://www.facebook.com/events/100251090337445/
Il laboratorio permanente vuole offrire un ambiente dove gli strumenti possano non solo essere esplorati ma anche assimilati fino al loro superamento, questo stadio è possibile raggiungerlo solo attraverso una pratica costante e protratta nel tempo lasciando al performer e al gruppo la possibilità di esplorare e assimilare gli strumenti e le tecniche fino a potere andare oltre verso il processo di creazione. La composizione istantanea, richiede un elevato livello di conoscenza del corpo-mente, degli strumenti di composizione e degli altri performer. Perché il singolo e il gruppo raggiungano un livello di elevata presenza in contatto con l’urgenza dell’atto performativo è necessario un lavoro approfondito e costante di ascolto del corpo del tempo e dello spazio e dei processi creativi e compositivi del singolo e del gruppo.
Orientato alla pratica della scena il laboratorio è luogo di ricerca e creazione e prevede nel suo svolgersi momenti performativi in relazione a quattro aree di interesse: interazione con l’ambiente sonoro elettronico, interazione con il video, interazione con il pubblico, choreographic conduction.

11.15-03.16 ESPERIMENTI DI SOPRAVVIENZA NELLO SPAZIO Laboratorio permanente di ricerca e creazione tra pratica e pensiero condotto da Gabriella Riccio a L’Asilo

http://www.exasilofilangieri.it/esperimenti-di-sopravvivenza-nello-spazio/
https://www.facebook.com/events/100251090337445/
Il laboratorio permanente vuole offrire un ambiente dove gli strumenti possano non solo essere esplorati ma anche assimilati fino al loro superamento, questo stadio è possibile raggiungerlo solo attraverso una pratica costante e protratta nel tempo lasciando al performer e al gruppo la possibilità di esplorare e assimilare gli strumenti e le tecniche fino a potere andare oltre verso il processo di creazione. La composizione istantanea, richiede un elevato livello di conoscenza del corpo-mente, degli strumenti di composizione e degli altri performer. Perché il singolo e il gruppo raggiungano un livello di elevata presenza in contatto con l’urgenza dell’atto performativo è necessario un lavoro approfondito e costante di ascolto del corpo del tempo e dello spazio e dei processi creativi e compositivi del singolo e del gruppo.
Orientato alla pratica della scena il laboratorio è luogo di ricerca e creazione e prevede nel suo svolgersi momenti performativi in relazione a quattro aree di interesse: interazione con l’ambiente sonoro elettronico, interazione con il video, interazione con il pubblico, choreographic conduction.

SISTEMI DI LIVE ELECTRONICS PER LA DANZA in Residenza con Gabriella Riccio

Gabriella Riccio in residenza coreografica per la creazione di “Noli me tangere” ospita gli allievi del terzo anno del Conservatorio San Pietro a Majella cattedra di Musica Elettronica del M° Elio Martusciello per un workshop su “sistemi di live elettronics per la danza”

SISTEMI DI LIVE ELECTRONICS PER LA DANZA in Residenza con Gabriella Riccio

Gabriella Riccio in residenza coreografica per la creazione di “Noli me tangere” ospita gli allievi del terzo anno del Conservatorio San Pietro a Majella cattedra di Musica Elettronica del M° Elio Martusciello per un workshop su “sistemi di live elettronics per la danza”

FOTO Residenza Coreografica NOLI ME TANGERE 2015

Ma che cosa é la vista se non, né più né meno, un contatto differito? E che cosa é un contatto differito se non un toccare che acuisce o distilla senza posa, fino ad un eccesso necessario, il punto, la punta e l’istante dove il tocco si distacca da ciò che tocca, nel momento stesso in cui lo tocca? Senza questo distacco, senza questo arretramento o questo allontanamento, il tocco non sarebbe più quello che é e non farebbe più quello che fa (ovvero non si lascerebbe più fare quello che si lascia fare). Comincerebbe a reificarsi in una presa, in un’adesione, un invischiamento, o addirittura in un’agglutinazione che lo imprimerebbe nell’oggetto e l’oggetto in lui, eguagliandoli e facendone proprietà l’uno dell’altro l’uno nell’altro.  [J-L. Nancy]

FOTO Residenza Coreografica NOLI ME TANGERE 2015

Ma che cosa é la vista se non, né più né meno, un contatto differito? E che cosa é un contatto differito se non un toccare che acuisce o distilla senza posa, fino ad un eccesso necessario, il punto, la punta e l’istante dove il tocco si distacca da ciò che tocca, nel momento stesso in cui lo tocca? Senza questo distacco, senza questo arretramento o questo allontanamento, il tocco non sarebbe più quello che é e non farebbe più quello che fa (ovvero non si lascerebbe più fare quello che si lascia fare). Comincerebbe a reificarsi in una presa, in un’adesione, un invischiamento, o addirittura in un’agglutinazione che lo imprimerebbe nell’oggetto e l’oggetto in lui, eguagliandoli e facendone proprietà l’uno dell’altro l’uno nell’altro.  [J-L. Nancy]

06.11.15 h 21:30 NOLI ME TANGERE a SOVRAPPOSIZIONI – Anteprima Residenza Coreografica 2015 NAPOLI L’ASILO vico Maffei 4

http://www.exasilofilangieri.it/sovrapposizioni-overlap-la…/ https://www.facebook.com/events/1037236379676574/ Performance per suono incarnato e corpo sonoro. Una partitura fisica generata attraverso l’utilizzo di un ambiente sonoro sensibile applicato alla performance. Saperi e messaggi filosofici, poetici, letterari si intersecano intorno a corpo, intimità, relazione, distacco, umano, divino, trasfigurazione.

06.11.15 h 21:30 NOLI ME TANGERE a SOVRAPPOSIZIONI – Anteprima Residenza Coreografica 2015 NAPOLI L’ASILO vico Maffei 4

http://www.exasilofilangieri.it/sovrapposizioni-overlap-la…/ https://www.facebook.com/events/1037236379676574/ Performance per suono incarnato e corpo sonoro. Una partitura fisica generata attraverso l’utilizzo di un ambiente sonoro sensibile applicato alla performance. Saperi e messaggi filosofici, poetici, letterari si intersecano intorno a corpo, intimità, relazione, distacco, umano, divino, trasfigurazione.

8.10-8.11 SOVRAPPOSIZIONI // OVERLAP La Danza trova Asilo NAPOLI L’Asilo vico Maffei 4

http://www.exasilofilangieri.it/sovrapposizioni-overlap-la…/ https://www.facebook.com/events/1037236379676574/ performances, incontri, masterclass, laboratori, video, creazioni Sovrapposizioni / Overlap pone l’accento sulla creazione, sulla ricerca, sulla formazione e sulla riflessione critica al fine di creare un ambiente che permetta incontro, dialogo, confronto e scambio di competenze tra artisti, tra

8.10-8.11 SOVRAPPOSIZIONI // OVERLAP La Danza trova Asilo NAPOLI L’Asilo vico Maffei 4

http://www.exasilofilangieri.it/sovrapposizioni-overlap-la…/ https://www.facebook.com/events/1037236379676574/ performances, incontri, masterclass, laboratori, video, creazioni Sovrapposizioni / Overlap pone l’accento sulla creazione, sulla ricerca, sulla formazione e sulla riflessione critica al fine di creare un ambiente che permetta incontro, dialogo, confronto e scambio di competenze tra artisti, tra

LA FOLLIA – Residenza Coreografica a L’Asilo – seconda tappa

http://www.exasilofilangieri.it/la-follia-residenza/ Progetto ibrido. Due personalità – quella musicale di Achille Succi e quella coreografica di Gabriella Riccio – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza. Un corpo a

LA FOLLIA – Residenza Coreografica a L’Asilo – seconda tappa

http://www.exasilofilangieri.it/la-follia-residenza/ Progetto ibrido. Due personalità – quella musicale di Achille Succi e quella coreografica di Gabriella Riccio – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza. Un corpo a

LA FOLLIA – Residenza Coreografica a L’asilo – prima tappa

http://www.exasilofilangieri.it/la-follia-residenza/ Progetto ibrido. Due personalità – quella musicale di Achille Succi e quella coreografica di Gabriella Riccio – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza. Un corpo a

LA FOLLIA – Residenza Coreografica a L’asilo – prima tappa

http://www.exasilofilangieri.it/la-follia-residenza/ Progetto ibrido. Due personalità – quella musicale di Achille Succi e quella coreografica di Gabriella Riccio – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza. Un corpo a

FOTO Residenza Coreografica OLTRE Gabriella Riccio e Alessandra Fabbri

http://www.exasilofilangieri.it/oltre-lapparenza/
Mettere in discussione la questione del movimento. Rivendicare il vuoto. Smarrire il senso. Partire dai corpi. Da due corpi nello spazio.
Evocare l’immagine. Lasciare che appaia da un altrove. Affidarsi alla presenza. Arrendersi alla vergogna. Offrirsi alla lacerazione. Compiere l’atto coraggioso della scelta per poi abbandonarla e scegliere ancora. Sentire l’urgenza del movimento, l’attrazione dello spazio e dell’altro corpo nello spazio. Interrogare il gesto. Sfidare l’osceno. Lavorare sull’esposizione nel suo paradosso come massima forma di sottrazione. La ricerca drammaturgica lascia suonare certe note perché appaiano gli armonici. La composizione si costruisce per frammenti e giustapposizioni, per cambiamenti di intensità, per perversioni nel senso letterale di “pervertire l’uso”.
Nel lavoro coreografico la scrittura si affida da sistemi di composizione istantanea. Ascolto. Fiducia. Resa. Eco. Risonanza. Memoria.

FOTO Residenza Coreografica OLTRE Gabriella Riccio e Alessandra Fabbri

http://www.exasilofilangieri.it/oltre-lapparenza/
Mettere in discussione la questione del movimento. Rivendicare il vuoto. Smarrire il senso. Partire dai corpi. Da due corpi nello spazio.
Evocare l’immagine. Lasciare che appaia da un altrove. Affidarsi alla presenza. Arrendersi alla vergogna. Offrirsi alla lacerazione. Compiere l’atto coraggioso della scelta per poi abbandonarla e scegliere ancora. Sentire l’urgenza del movimento, l’attrazione dello spazio e dell’altro corpo nello spazio. Interrogare il gesto. Sfidare l’osceno. Lavorare sull’esposizione nel suo paradosso come massima forma di sottrazione. La ricerca drammaturgica lascia suonare certe note perché appaiano gli armonici. La composizione si costruisce per frammenti e giustapposizioni, per cambiamenti di intensità, per perversioni nel senso letterale di “pervertire l’uso”.
Nel lavoro coreografico la scrittura si affida da sistemi di composizione istantanea. Ascolto. Fiducia. Resa. Eco. Risonanza. Memoria.