FOTO Guerrilla Remixed 1,2,3,4p NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA NTFI

? qual è il senso della performance contemporanea immersi nel tessuto urbano e sociale di Napoli, e a confronto con una delle città per sua natura e storia tra le “più performanti” e “peformative” del mondo?
? quale il senso dell’appropriarsi a Napoli di un territorio terra di tutti e di nessuno?
? qual è per noi il senso di partecipare ad una proposta e raccogliere la sfida all’interno di ZAC?

idea e coreografia gabriella riccio
performers caosmos | cia gabriellariccio
produzione caosmos | cia gabriellariccio
in collaborazione con Il Torchio Somma Vesuviana Residenza Coreografica 2008

La Fondazione Campania dei Festival presenta per il Napoli Teatro Festival Italia – http://www.teatrofestivalitalia.it il progetto Z.A.C. Zona (di) Attacco Creativo che mira a coinvolgere creativi e performers del territorio. In questo ambito caosmos | cia gabriellariccio presenta quattro interventi di urban performance dal titolo GUERRILLA REMIXED 1, 2, 3, 4p

Zona (di) Attacco Creativo coordinamento di Gabriella Stazio produzione NTFI
Prima Assoluta

«Napoli è la città delle opportunità creative, molte per ora mancate, una città che offre una straordinaria ricchezza di opportunità per alimentare la creatività. Attrarre il nomadismo individuale e volontario di ogni creativo – sottolinea Gabriella Stazio – facendolo divenire anche temporaneamente stanziale in “Case” della creatività, è l’obiettivo prioritario di questo progetto». Un progetto che si basa su alcuni temi-chiave: Nomadismo creativo, che significa creare nel dovunque ed in contesti creativi contaminati da esperienze diverse e quindi capaci di influire su nuove soluzioni (Swarm Theory – teoria degli sciami: una auto-organizzazione di creativi che in assenza di gerarchica, produce un risultato); Collective Exploration of Public Space, concetto legato a due assi principali, e cioè lo spazio pubblico inteso come spazio condiviso della rappresentazione e dell’espressione collettiva di una città, vista sia come entità fisica che simbolica e l’esplorazione collettiva da parte dei creativi e dei fruitori che si appropriano dei luoghi della città grazie a momenti sempre in divenire; T.A.Z. (Temporary Autonomous Zone), intesa come luogo fisico e mentale “liberato”, in cui si instaurano “spontaneamente” reti orizzontali di rapporti, e come luogo in cui le persone si associano tra loro arricchendosi gli uni con gli altri in una libera associazione di idee e di persone; Creatività stanziale, con cui si intende una creatività radicata nel territorio in un contesto spaziale circoscritto che influenzi il raggiungimento di soluzioni ottimali; Spazi liberati, spazi abbandonati dislocati nella città, in cui dare libera espressione a culture vive, esuberanti, affrancate dal rigore di canoni artistici precostituiti, al di fuori di una arte neutra, di consumo o di contemplazione. Le performance avvengono ovunque, anche negli spazi minimali e disegnano una mappa, un itinerario, evidenziando, esplorando, mettendo a fuoco gli angoli e le zone interstiziali in un susseguirsi continuo di azioni performative: Performance Corner. Il Corner può essere delimitato da strutture mobili – separé, pannelli, transenne, nastri segnaletici, traffic cones, sign post – oppure da una semplice sedia per l’occasionale spettatore, in grado comunque di demarcare, tracciare i confini della Creativy zone. Tutto quello che succede all’interno dei Corner (Creatività interna) si rende visibile all’esterno (Creatività esterna) grazie ad una proiezione in diretta sulla facciata esterna, una struttura visiva e sonora che rende “diversa” l’opera architettonica e che “cattura” il potenziale fruitore, per approdare ad un diverso modo di vedere, pensare, vivere la realtà dello spazio pubblico. L’insieme di tutti questi elementi crea una T.A.Z., ovvero una mescolanza intrecciata, una amalgama di “creativi”, pubblico, organizzatori, creativi potenziali, staff, all’interno che conduce alla costruzione di infrastrutture immateriali della creatività, come a forme di associazionismo temporanee. Artisti e performer si succedono nel percorso trasformando con idee, azioni, opere il luogo espositivo, rivoluzionando la fruizione del pubblico in senso fortemente propositivo.