CORRIERE DEL MEZZOGIORNO – Noli me tangere tra erotismo e intrecci – Stefano de Stefano

In tempi di scritture sceniche e di nuove drammaturgie del corpo, l’esperimento proposto da <Noli Me Tangere> stasera al Tin, rappresenta un segnale intrigante lanciato alle attuali strade della ricerca teatrale. Perchè nei 50 minuti costruiti con meticolosa attenzione da Gabriella Riccio e Paolo Rudelli si fondono più codici linguistici: dal reading recitativo e testuale alla danza contemporanea, dalla musica elettronica alla letteratura. Una partitura complessa e seducente in cui due corpi danno vita ad una sorta di bondage fisico, con le braccia che si intrecciano come lacci pur sfiorandosi con leggerezza. Anzi per meglio dire usando il contatto come una battuta musicale in levare, e che si realizza in cue ambienti, uno sonoro e uno letterario. Che fanno da sfondo all’assolo dei due performer, simili a monadi, che si trasforma in un passo a due che parla di corpo e divinità. Un tracciato in cui il titolo si rifà al saggio del filosofo francese Jean-Luc Nancy sull’essere singolare plurale, ma anche all’episodio narrato dal Vangelo di Giovanni con Gesù che avrebbe chiesto a Maria Maddalena di non toccarlo subito dopo la sua resurrezione. Un filo conduttore irrobustito anche dagli scritti di Baudelaire, Dante, Anais Nin, Goethe, Jung , Giddens e Murakami, tutti autori presenti nella personale libreria della Riccio e da lì riportati in scena, non senza un pizzico di erotismo, fisico ed intellettuale.

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