Category Archives: Productions

FOTO La Follia TEATRO PICCOLO BELLINI Napoli 08.04.2016

Progetto ibrido. Due personalità – quella coreografica di Gabriella Riccio e quella musicale di Achille Succi – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza.

FOTO La Follia TEATRO PICCOLO BELLINI Napoli 08.04.2016

Progetto ibrido. Due personalità – quella coreografica di Gabriella Riccio e quella musicale di Achille Succi – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza.

8.04.2016 LA FOLLIA al TEATRO PICCOLO BELLINI di Napoli

http://www.teatrobellini.it/spettacoli/117/la-follia
“Non c’è follia se non come istante supremo dell’opera, e quest’ultima la respinge indefinitamente ai suoi confini: dove c’è opera non c’è follia; e tuttavia la follia è contemporanea dell’opera, poiché inaugura il tempo della sua verità. L’istante in cui nascono e si compiono insieme l’opera e la follia è l’inizio del tempo in cui il mondo si ritrova citato in giudizio da quest’opera e responsabile di ciò che è davanti ad essa” [M.F.]
Progetto ibrido. Due personalità – quella coreografica di Gabriella Riccio e quella musicale di Achille Succi – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza.
Un corpo a corpo tra suono e movimento liberamente ispirato a “la follia”, tema musicale che si sviluppa in improvvisazioni e variazioni, tra i più antichi della musica europea.
Corpo e movimento che si fanno materia sonora. Suono e musica che prendono corpo e si appropriano dello spazio. Il respiro che si fa materia creativa ed espande dallo strumento e dal corpo alla materia sonora e visiva. Ascolto e silenzio quali gestazione per il suono ed il movimento.
Qui la musica non è accompagnamento alla danza, allo stesso modo la danza non è interpretazione della musica, neppure si tratta o si cerca un dialogo tra musica e danza. Una nuova tensione ed esplorazione del rapporto possibile sottende la performance.
Opposites attract. L’impalpabile del suono e la materia fisica del corpo nello spazio in un continuum di giustapposizioni buio/luce, suono/silenzio, movimento/immobilità, anticipazioni, echi, risonanze. Un sottilissimo gioco di rimandi e sfide che passano da equilibri a disequilibri, da dominazione a sottomissione, dall’intesa al malinteso quale territorio fertile della rappresentazione.

8.04.2016 LA FOLLIA al TEATRO PICCOLO BELLINI di Napoli

http://www.teatrobellini.it/spettacoli/117/la-follia
“Non c’è follia se non come istante supremo dell’opera, e quest’ultima la respinge indefinitamente ai suoi confini: dove c’è opera non c’è follia; e tuttavia la follia è contemporanea dell’opera, poiché inaugura il tempo della sua verità. L’istante in cui nascono e si compiono insieme l’opera e la follia è l’inizio del tempo in cui il mondo si ritrova citato in giudizio da quest’opera e responsabile di ciò che è davanti ad essa” [M.F.]
Progetto ibrido. Due personalità – quella coreografica di Gabriella Riccio e quella musicale di Achille Succi – che sfidano le convenzioni per esplorare nuovi linguaggi e territori della contemporaneità nel dialogo storico tra musica e danza.
Un corpo a corpo tra suono e movimento liberamente ispirato a “la follia”, tema musicale che si sviluppa in improvvisazioni e variazioni, tra i più antichi della musica europea.
Corpo e movimento che si fanno materia sonora. Suono e musica che prendono corpo e si appropriano dello spazio. Il respiro che si fa materia creativa ed espande dallo strumento e dal corpo alla materia sonora e visiva. Ascolto e silenzio quali gestazione per il suono ed il movimento.
Qui la musica non è accompagnamento alla danza, allo stesso modo la danza non è interpretazione della musica, neppure si tratta o si cerca un dialogo tra musica e danza. Una nuova tensione ed esplorazione del rapporto possibile sottende la performance.
Opposites attract. L’impalpabile del suono e la materia fisica del corpo nello spazio in un continuum di giustapposizioni buio/luce, suono/silenzio, movimento/immobilità, anticipazioni, echi, risonanze. Un sottilissimo gioco di rimandi e sfide che passano da equilibri a disequilibri, da dominazione a sottomissione, dall’intesa al malinteso quale territorio fertile della rappresentazione.

30-31.01.16 NOLI ME TANGERE prove aperte Residenza Coreografica 2015|2016 L’ASILO Napoli vico Maffei 4

https://www.facebook.com/events/950693298359811/
Ma che cosa é la vista se non, né più né meno, un contatto differito? E che cosa é un contatto differito se non un toccare che acuisce o distilla senza posa, fino ad un eccesso necessario, il punto, la punta e l’istante dove il tocco si distacca da ciò che tocca, nel momento stesso in cui lo tocca? Senza questo distacco, senza questo arretramento o questo allontanamento, il tocco non sarebbe più quello che é e non farebbe più quello che fa (ovvero non si lascerebbe più fare quello che si lascia fare). Comincerebbe a reificarsi in una presa, in un’adesione, un invischiamento, o addirittura in un’agglutinazione che lo imprimerebbe nell’oggetto e l’oggetto in lui, eguagliandoli e facendone proprietà l’uno dell’altro l’uno nell’altro. Ci sarebbe identificazione, fissazione, proprietà, immobilità. “Non tenermi” finisce così per dire: “Toccami con un tocco vero, ritratto, non appropriante e non identificante”. Carezzami, non toccarmi [J.L. Nancy]

30-31.01.16 NOLI ME TANGERE prove aperte Residenza Coreografica 2015|2016 L’ASILO Napoli vico Maffei 4

https://www.facebook.com/events/950693298359811/
Ma che cosa é la vista se non, né più né meno, un contatto differito? E che cosa é un contatto differito se non un toccare che acuisce o distilla senza posa, fino ad un eccesso necessario, il punto, la punta e l’istante dove il tocco si distacca da ciò che tocca, nel momento stesso in cui lo tocca? Senza questo distacco, senza questo arretramento o questo allontanamento, il tocco non sarebbe più quello che é e non farebbe più quello che fa (ovvero non si lascerebbe più fare quello che si lascia fare). Comincerebbe a reificarsi in una presa, in un’adesione, un invischiamento, o addirittura in un’agglutinazione che lo imprimerebbe nell’oggetto e l’oggetto in lui, eguagliandoli e facendone proprietà l’uno dell’altro l’uno nell’altro. Ci sarebbe identificazione, fissazione, proprietà, immobilità. “Non tenermi” finisce così per dire: “Toccami con un tocco vero, ritratto, non appropriante e non identificante”. Carezzami, non toccarmi [J.L. Nancy]

FOTO Magnificat – primo studio per un mondo migliore a L’ASILO #GRANDEVENTO 2015

idea e creazione GABRIELLA RICCIO
danza FRANCESCO FERRARO
elaborazione suoni MASSIMO SCAMARCIO
elaborazione video LOREDANA ANTONELLI
con Gabriella Riccio, Gaetano Funambolico Nocerino, Vanna Piacente Denies

FOTO Magnificat – primo studio per un mondo migliore a L’ASILO #GRANDEVENTO 2015

idea e creazione GABRIELLA RICCIO
danza FRANCESCO FERRARO
elaborazione suoni MASSIMO SCAMARCIO
elaborazione video LOREDANA ANTONELLI
con Gabriella Riccio, Gaetano Funambolico Nocerino, Vanna Piacente Denies

MAGNIFICAT – primo studio per un mondo migliore

Abbiamo iniziato il laboratorio “Esperimenti di sopravvivenza nello spazio” il 16 novembre, tre giorni dopo gli attentati di Parigi, e ci siamo chiesti cosa possono gli artisti quando il mondo è un palcoscenico così forte, qualsiasi azione in scena non può competere con la forza di quanto accade ormai nel mondo. Forse quello che possono gli artisti oggi è essere folli, folli di folle speranza, folli d’amore. Magnificat è la prima parola che Maria pronuncia quando incontra Elisabetta, Magnificat racchiude in se la fiducia e la folle speranza. E’ Parsifal eroe della compassione. E’ l’Umanità che avanza

MAGNIFICAT – primo studio per un mondo migliore

Abbiamo iniziato il laboratorio “Esperimenti di sopravvivenza nello spazio” il 16 novembre, tre giorni dopo gli attentati di Parigi, e ci siamo chiesti cosa possono gli artisti quando il mondo è un palcoscenico così forte, qualsiasi azione in scena non può competere con la forza di quanto accade ormai nel mondo. Forse quello che possono gli artisti oggi è essere folli, folli di folle speranza, folli d’amore. Magnificat è la prima parola che Maria pronuncia quando incontra Elisabetta, Magnificat racchiude in se la fiducia e la folle speranza. E’ Parsifal eroe della compassione. E’ l’Umanità che avanza

FOTO Anteprima NOLI ME TANGERE a L’Asilo

si parte da un gap / tempo che separa / spazio incolmabile tra gli esseri umani / discrepanza spazio-temporale / distanza delle fasi dell’essere / lasso / vuoto / interruzione / che tende a / che lascia intendere un / continuum / noli me tangere / non toccarmi / non trattenermi / Cristo trasfigurato pronuncia alla Maddalena / impazienza / urgenza / lacerante talvolta / come nell’atto creativo / performativo / non trattenermi da ciò che devo compiere adesso / perché è etico che l’arte sia / e forse scandalosa è l’urgenza di questa etica / dello scoprire / del mostrare / mostrarsi esposti / andare verso / un’azione irrinunciabile / ma anche tabù / del contatto / del lasciarsi penetrare / del lasciare infrangere e / corrompere la nostra sfera di individui / tendenza a non volere mutare di stato / rinunciare all’Io / andare oltre / in quanto la rinuncia alla corruzione è sterile / atto non fertile / il monito diventa quindi lacerante / memento a seguire una via della trasfigurazione / di un contatto con / l’impalpabile conoscenza di sé / del proprio dovere di compiersi

FOTO Anteprima NOLI ME TANGERE a L’Asilo

si parte da un gap / tempo che separa / spazio incolmabile tra gli esseri umani / discrepanza spazio-temporale / distanza delle fasi dell’essere / lasso / vuoto / interruzione / che tende a / che lascia intendere un / continuum / noli me tangere / non toccarmi / non trattenermi / Cristo trasfigurato pronuncia alla Maddalena / impazienza / urgenza / lacerante talvolta / come nell’atto creativo / performativo / non trattenermi da ciò che devo compiere adesso / perché è etico che l’arte sia / e forse scandalosa è l’urgenza di questa etica / dello scoprire / del mostrare / mostrarsi esposti / andare verso / un’azione irrinunciabile / ma anche tabù / del contatto / del lasciarsi penetrare / del lasciare infrangere e / corrompere la nostra sfera di individui / tendenza a non volere mutare di stato / rinunciare all’Io / andare oltre / in quanto la rinuncia alla corruzione è sterile / atto non fertile / il monito diventa quindi lacerante / memento a seguire una via della trasfigurazione / di un contatto con / l’impalpabile conoscenza di sé / del proprio dovere di compiersi

FOTO Residenza Coreografica NOLI ME TANGERE 2015

Ma che cosa é la vista se non, né più né meno, un contatto differito? E che cosa é un contatto differito se non un toccare che acuisce o distilla senza posa, fino ad un eccesso necessario, il punto, la punta e l’istante dove il tocco si distacca da ciò che tocca, nel momento stesso in cui lo tocca? Senza questo distacco, senza questo arretramento o questo allontanamento, il tocco non sarebbe più quello che é e non farebbe più quello che fa (ovvero non si lascerebbe più fare quello che si lascia fare). Comincerebbe a reificarsi in una presa, in un’adesione, un invischiamento, o addirittura in un’agglutinazione che lo imprimerebbe nell’oggetto e l’oggetto in lui, eguagliandoli e facendone proprietà l’uno dell’altro l’uno nell’altro.  [J-L. Nancy]

FOTO Residenza Coreografica NOLI ME TANGERE 2015

Ma che cosa é la vista se non, né più né meno, un contatto differito? E che cosa é un contatto differito se non un toccare che acuisce o distilla senza posa, fino ad un eccesso necessario, il punto, la punta e l’istante dove il tocco si distacca da ciò che tocca, nel momento stesso in cui lo tocca? Senza questo distacco, senza questo arretramento o questo allontanamento, il tocco non sarebbe più quello che é e non farebbe più quello che fa (ovvero non si lascerebbe più fare quello che si lascia fare). Comincerebbe a reificarsi in una presa, in un’adesione, un invischiamento, o addirittura in un’agglutinazione che lo imprimerebbe nell’oggetto e l’oggetto in lui, eguagliandoli e facendone proprietà l’uno dell’altro l’uno nell’altro.  [J-L. Nancy]

06.11.15 h 21:30 NOLI ME TANGERE a SOVRAPPOSIZIONI – Anteprima Residenza Coreografica 2015 NAPOLI L’ASILO vico Maffei 4

http://www.exasilofilangieri.it/sovrapposizioni-overlap-la…/ https://www.facebook.com/events/1037236379676574/ Performance per suono incarnato e corpo sonoro. Una partitura fisica generata attraverso l’utilizzo di un ambiente sonoro sensibile applicato alla performance. Saperi e messaggi filosofici, poetici, letterari si intersecano intorno a corpo, intimità, relazione, distacco, umano, divino, trasfigurazione.

06.11.15 h 21:30 NOLI ME TANGERE a SOVRAPPOSIZIONI – Anteprima Residenza Coreografica 2015 NAPOLI L’ASILO vico Maffei 4

http://www.exasilofilangieri.it/sovrapposizioni-overlap-la…/ https://www.facebook.com/events/1037236379676574/ Performance per suono incarnato e corpo sonoro. Una partitura fisica generata attraverso l’utilizzo di un ambiente sonoro sensibile applicato alla performance. Saperi e messaggi filosofici, poetici, letterari si intersecano intorno a corpo, intimità, relazione, distacco, umano, divino, trasfigurazione.

Noli me tangere. Non toccarmi. E invece: toccami. Attraversami. Noli me tangere è cosa che afferma il suo contrario e non contraddice. Perché attua con l’artificio poetico della danza, dell’alambicco dei corpi in movimento, una sana e profonda coincidentia oppositorum. Muta il nero oleoso dell’animo, il vischio brunastro della consuetudine, nel bianco arioso del più sincero dialogo tra gli esseri. Il problema della comunicazione è il problema dell’individuazione. Io corrisponde all’altro. Risolvere questo problema significa sciogliere. Solvere. Le cose composte saranno sciolte. L’altro è l’individuo. E allora bisogna comporre un cerchio sulla scena, come a intendere un rito. Bisogna che a una babele di testi impilati si fonda il linguaggio distonico dei corpi per evocarne uno nuovo e indefinitamente armonico. Bisogna che il corpo abbia voce e dica il non detto. Il corpo de l’uomo e de la donna. Materia sonora. Due voci che si cercano, si attraggono, respingono. Infine, dunque, comunicano. Si rispondono. Su tutto: Dicono a nome di tutti. Non puoi impedirmi di andare. Di trovare l’altro. Ecco una crocifissione luminosa, eccole – bellissime – otto piaghe di luce. Perché qualcosa di noi ha da essere sacrificato per intendere l’altro. Per essere compreso e esserne compresi. Cupio dissolvi. Voglio morire ma solo per nascere nuovamente. Noli me Tangere. Non toccarmi. Ovvero, ora, qui: toccami. Attraversami. [Mario Esposito]

Noli me tangere. Non toccarmi. E invece: toccami. Attraversami. Noli me tangere è cosa che afferma il suo contrario e non contraddice. Perché attua con l’artificio poetico della danza, dell’alambicco dei corpi in movimento, una sana e profonda coincidentia oppositorum. Muta il nero oleoso dell’animo, il vischio brunastro della consuetudine, nel bianco arioso del più sincero dialogo tra gli esseri. Il problema della comunicazione è il problema dell’individuazione. Io corrisponde all’altro. Risolvere questo problema significa sciogliere. Solvere. Le cose composte saranno sciolte. L’altro è l’individuo. E allora bisogna comporre un cerchio sulla scena, come a intendere un rito. Bisogna che a una babele di testi impilati si fonda il linguaggio distonico dei corpi per evocarne uno nuovo e indefinitamente armonico. Bisogna che il corpo abbia voce e dica il non detto. Il corpo de l’uomo e de la donna. Materia sonora. Due voci che si cercano, si attraggono, respingono. Infine, dunque, comunicano. Si rispondono. Su tutto: Dicono a nome di tutti. Non puoi impedirmi di andare. Di trovare l’altro. Ecco una crocifissione luminosa, eccole – bellissime – otto piaghe di luce. Perché qualcosa di noi ha da essere sacrificato per intendere l’altro. Per essere compreso e esserne compresi. Cupio dissolvi. Voglio morire ma solo per nascere nuovamente. Noli me Tangere. Non toccarmi. Ovvero, ora, qui: toccami. Attraversami. [Mario Esposito]

FOTO Guerrilla Remixed 1,2,3,4p NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA NTFI

? qual è il senso della performance contemporanea immersi nel tessuto urbano e sociale di Napoli, e a confronto con una delle città per sua natura e storia tra le “più performanti” e “peformative” del mondo?
? quale il senso dell’appropriarsi a Napoli di un territorio terra di tutti e di nessuno?
? qual è per noi il senso di partecipare ad una proposta e raccogliere la sfida all’interno di ZAC?
idea regia coregrafia GABRIELLA RICCIO
produzione CAOSMOS | CIA GABRIELLARICCIO
in collaborazione con associazione culturale Il Torchio di Somma Vesuviana
crediti: Guerrilla Remixed è una creazione ad hoc per il progetto Z.A.C. – Zona (di) Attacco Creativo nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia 2008

FOTO Guerrilla Remixed 1,2,3,4p NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA NTFI

? qual è il senso della performance contemporanea immersi nel tessuto urbano e sociale di Napoli, e a confronto con una delle città per sua natura e storia tra le “più performanti” e “peformative” del mondo?
? quale il senso dell’appropriarsi a Napoli di un territorio terra di tutti e di nessuno?
? qual è per noi il senso di partecipare ad una proposta e raccogliere la sfida all’interno di ZAC?
idea regia coregrafia GABRIELLA RICCIO
produzione CAOSMOS | CIA GABRIELLARICCIO
in collaborazione con associazione culturale Il Torchio di Somma Vesuviana
crediti: Guerrilla Remixed è una creazione ad hoc per il progetto Z.A.C. – Zona (di) Attacco Creativo nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia 2008

FOTO Echo Resonance & Memory

Il tema è emerso dai primi suoni proposti da Neil, suoni arcaici, ancestrali, metallici. Materia, appunto. Ed evocazione/memoria. Abbiamo iniziato a parlare di eco e di risonanza del suono e l’impianto del suono è diventato ragione fondamentale per la ricerca e l’indagine sul corpo e sul movimento. Indagare le possibilità coreografico-compositive per i concetti di eco e risonanza con un uso dell’immagine ripetuta moltiplicata e riprodotta del corpo, per andare oltre ed arrivare ad un corpo/movimento visionario. Offrire allo sguardo/corpo suggestioni che possano risuonare questa volta in senso poetico con lo spettatore. La possibilità di lavorare in composizione istantanea sia con il corpo, sia con il suono, sia con l’impianto visivo offrono una rara possibilità di indagine dello scarto tra evento e reazione della mente, intelletto vs istinto, dentro vs fuori, luce vs buio, tra sacro e profano, perché il corpo ed in particolare il corpo-danzato resta sempre ed inevitabilmente materia della terra, ma che da questa materia può come corpo-poetico lasciare apparire, trasformarsi, evocare.

FOTO Echo Resonance & Memory

Il tema è emerso dai primi suoni proposti da Neil, suoni arcaici, ancestrali, metallici. Materia, appunto. Ed evocazione/memoria. Abbiamo iniziato a parlare di eco e di risonanza del suono e l’impianto del suono è diventato ragione fondamentale per la ricerca e l’indagine sul corpo e sul movimento. Indagare le possibilità coreografico-compositive per i concetti di eco e risonanza con un uso dell’immagine ripetuta moltiplicata e riprodotta del corpo, per andare oltre ed arrivare ad un corpo/movimento visionario. Offrire allo sguardo/corpo suggestioni che possano risuonare questa volta in senso poetico con lo spettatore. La possibilità di lavorare in composizione istantanea sia con il corpo, sia con il suono, sia con l’impianto visivo offrono una rara possibilità di indagine dello scarto tra evento e reazione della mente, intelletto vs istinto, dentro vs fuori, luce vs buio, tra sacro e profano, perché il corpo ed in particolare il corpo-danzato resta sempre ed inevitabilmente materia della terra, ma che da questa materia può come corpo-poetico lasciare apparire, trasformarsi, evocare.

FOTO Residenza Coreografica K.I.S.S.#1 – ABOUT FRAGILITY

un ambiente spaziale e sonoro in continuo mutamento sul tema della fragilità , una danza non affermativa, senza confini definiti per essere permeabile alla percezione e al potere dello spazio, mi interessa la vulnerabilità, la sottile tensione che nasce dall’insicurezza, la poesia di un movimento fragile

FOTO Residenza Coreografica K.I.S.S.#1 – ABOUT FRAGILITY

un ambiente spaziale e sonoro in continuo mutamento sul tema della fragilità , una danza non affermativa, senza confini definiti per essere permeabile alla percezione e al potere dello spazio, mi interessa la vulnerabilità, la sottile tensione che nasce dall’insicurezza, la poesia di un movimento fragile

FOTO watch|touch MAGGIO dei MONUMENTI Colata ad arte

Olaf: Sono imbarazzato. Non sapevo dove mettermi. Ho preso posto davanti a lei. Lei è sulla panca. Comincia. Io sono abituato alle performance di danza… ma quando viene così vicino sono stato… non sono più uno spettatore…faccio parte della performance. Non ho voluto neanche toccarla, impossibile oltrepassare il limite tra attore e spettatore. Un groppo alla gola. Lei danza e si muove per me solo. Ho vissuto un’emozione uguale forse nell’intimità, la prima volta, quando non si sa come reagire. Brava, sono sconvolto….

FOTO watch|touch MAGGIO dei MONUMENTI Colata ad arte

Olaf: Sono imbarazzato. Non sapevo dove mettermi. Ho preso posto davanti a lei. Lei è sulla panca. Comincia. Io sono abituato alle performance di danza… ma quando viene così vicino sono stato… non sono più uno spettatore…faccio parte della performance. Non ho voluto neanche toccarla, impossibile oltrepassare il limite tra attore e spettatore. Un groppo alla gola. Lei danza e si muove per me solo. Ho vissuto un’emozione uguale forse nell’intimità, la prima volta, quando non si sa come reagire. Brava, sono sconvolto….