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“Coraggiosa, vulnerabile, amante del rischio. Gabriella Riccio, napoletana, è un fiume in piena”
Elisabetta Testa su TuttoDanza

“… sembra di scorgere un riflesso della pittura di Francis Bacon, in particolare quella degli allucinanti Studies of the uman body del 1970, dove i corpi paiono disfarsi per la violenta pressione corrosiva del tempo…una scena che ricorda la magia visionaria del teatrodanza di Pina Bausch… Noli me tangere è una ri-creazione dell’evento scenico come la intendeva Carmelo Bene, vale a dire, come un’operazione di riscrittura drammaturgica che procede per sottrazione, per amputazione dei consueti canoni rappresentativi dell’arte coreografica….”
Antonio Grieco su Napolimonitor

“Non trattenersi significa affermare l’urgenza di compiere quello che l’arte ispira, quello che l’atto performativo suggerisce, quello che una vocazione interna decreta come qualcosa che deve essere compiuta: trasfigurazione, intimità, relazione, distacco, umano, divino sono i messaggi filosofici detti attraverso il corpo, un corpo che non dice con le parole, ma che sensibilizza la visione di dettagli di universalità umana.”
Simona Perrella su Campaniadanza

“In tempi di scritture sceniche e di nuove drammaturgie del corpo, l’esperimento proposto da Noli me tangere… rappresenta un segnale intrigante lanciato alle attuali strade della ricerca teatrale… Una partitura complessa e seducente…”
Stefano de Stefano su il Corriere del Mezzogiorno

“Forse il punto di forza di Noli me tangere risiede proprio nella scelta consapevole di lasciare irrisolta la tensione tra sacro e profano. Una tensione sfuggente evocata attraverso i corpi dei danzatori che sembrano scivolare l’uno sull’altro soltanto per non afferrarsi.”
Giuseppe Sedia su Exibart in Arteatro a cura di Piersandra De Matteo

“…qui le citazoni diventano espliciti riferimenti alle opere di Francis Bacon e Bill Viola, in particolare in Body of Light, così da stratificare i rimandi e allargare i piani di lettura”
Noemi Pittaluga su Exibart in Arteatro a cura di Piersandra De Matteo

“Gabriella Riccio, appassionata outsider della creatività coreografica, crea questa partitura su un vuoto temporale e ritmico che produce un effetto di distanza voluta, richiesta, irrinunciabile.”
Isabella Moroni su Art a part of Culture

“Una performance di arte e teatro, in cui si intersecano le tematiche del contatto, possesso che finisce per divenire proprietà. Il tema della non accettazione della morte provocato dall’improvviso distacco dal corpo.”
Alessandra Cozzolino su Capitoloprimo

“Una proposta di inpensabile forza evocativa”
Bernardino Zappa su L’Eco di Bergamo