WATCH|TOUCH

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idea & coreografia gabriella riccio
danza gabriella riccio 
live electronics massimo scamarcio
struttura  gabriella riccio, BTRLab marcello murtas
produzione compagnia gabriella riccio | caosmos
durata variabile 120′ – 180′

crediti
creato per il Maggio dei Monumenti 2003

Un’indagine sulle percezioni, sul tatto e la vista, ma anche un lavoro su rischio, coraggio, vulnerabilità, sfida, intimità, autenticità. Una scatola di alluminio 4x4x2 con due sole entrate: una per guardare, l’altra per toccare. Watch|Touch è una serie di a solo per il singolo spettatore invitato ad interrogarsi e scegliere l’unica possibilità quella di entrare per guardare o per toccare in uno spazio dove esisteranno solo in due e inaccessibile agli altri. La performance mette in discussione il concetto stesso della dimensione della danza concepita per lo sguardo ma anche forse la più “corporea” delle arti fatta della materia fisica dei corpi.  La durata dei singoli a solo è variabile (5′-7′). Per tutta la durata la performance è accompagnata da un set live di musica elettronica.

GUESTBOOK i commenti degli spettatori

  • Olaf: Sono imbarazzato. Non sapevo dove mettermi. Ho preso posto davanti a lei. Lei è sulla panca. Comincia. Io sono abituato alle performance di danza… ma quando viene così vicino sono stato… non sono più uno spettatore…faccio parte della performance. Non ho voluto neanche toccarla, impossibile oltrepassare il limite tra attore e spettatore. Un groppo alla gola. Lei danza e si muove per me solo. Ho vissuto un’emozione uguale forse nell’intimità, la prima volta, quando non si sa come reagire. Brava, sono sconvolto….
  • Michele: Una sensazione romantica e consumistica, una bambola bellissima, e tracce di incomprensioni leggere e momentanee, ma anche 4 minuti fuori dal tempo.
  • Luciano: Stavo lì come un coglione mentre lei studiava ciò che pensavo e facevo. BRAVA!
  • Aldo: Vedere un corpo che si muove per effetto della tua vista, che segue i tuoi occhi e sembra ti assecondi non è meno coinvolgente di toccare: è un modo molto più profondo e sottile di interagire. Questo ho sentito e ti ringrazio di questa esperienza assoluta.
  • Emilia: Volevo essere distante ma non è stato possibile…
  • Mauro: Nei passi avevo già gli occhi, la stanza un cubo grigio metallo riflette l’immagine di una donna sospesa che attende, conquisto subito la terra, il suolo, per osservarla, capirla, entrare nel gioco, il dorso della mano risveglia il suo palmo e la musica comincia ad entrare, ad entrarmi. Le distanze giocano ad avvicinarsi, i corpi ad allontanarsi ed avvinghiarsi nella danza di musiche e silenzi..le stelle, osservare barlumi di pianeti in un cielo nero mi carica, sono vivo, felice, qui. Il tempo non ha dimensione, né l’ha mai avuta, lo spazio ha finito d’interrogarsi, i corpi rotolano in un alternanza di vere finzioni e finte realtà, evocano, odorano, toccano e poi riposano sul ritmo incessante del basso cardiaco. Un tango tenta di rinchiudere in passi cadenzati e ritmi calcolati, il gioco dell’aversi, ma lo spazio non s’interroga, il tempo balla con se stesso…poi rallenta e sfuma…una rosa gira sulla giostra ferma…ancora una carezza…i passi che sento sono i miei…i miei passi senza occhi…i miei occhi che sorridono…..…la mente lasciata fuori, addormentata, s’interroga sul gioco, sulle finzioni che divengono realtà cerca appigli di raziocinio, chiede, domanda. Le rispondo che dell’animo del gioco e della fanciulla non mi è dato sapere…e le racconto di un viaggio in una grigio-scatola: “nei passi avevo già gli occhi”
  • Mauro: Un tocco, muscoli tesi, occhi mani soprattutto mani braccia gambe pochi istanti di innamoramento per la vita…e rose. Grazie
  • Anonimo: Non so perché, m’aspettavo qualcosa di più complesso, concettuale, invece bene così…danza ed una persona che può diventare fonte d’ispirazione o no… però se entro nel tuo spazio non uscirtene con la benda… brava!
  • Anonimo: Tu vois bien ce que je veux dire ?… » Je ne suis pas sure….
  • Rox: Uno spazio pieno di cose vere: sensazioni, emozioni, immaginazione. Un luogo in cui proiettare, a seconda delle circostanze, parti positive e negative di sé. La ballerina può diventare uno specchio in cui guardare le parti più nascoste di noi stessi.
  • Paola: No imbarazzo. Entrare nel tempo rituale con il solido abbandono con il quale ci si infila in un abito.
  • Enzo: E’ stata un’esperienza bella che da una sensazione di libertà che ricorderò come una delle più belle sentite.
  • Rosetta: Soprattutto grazie. La tua danza è stato un dono da portare dentro, nelle mani, nel sorriso.
  • Stefania: Tocco delicato, sfuggente, poi forte…strattoni, sfiorami, carezzami, toccami senza parlare, legami ma liberami. La vita
  • Chiara: Denso e seducente. Gioco di sguardi. Gioco di relazione. Inaspettata emozione! Travolgente, calda…bravissima!
  • Sasà: E’ impossibile poter descrivere le sensazioni che riesci a trasmettere con la tua performance. Scateni nell’animo qualcosa mai provata, qualcosa che ti proietta in un’altra dimensione. Grazie per questa straordinaria esperienza
  • Anonimo:E come si fa a scrivere qualcosa….??
  • Riccardo “Sensazione di forza vitale che palpita nel tuo corpo e arriva a me; mi coinvolge, mi attira, mi lascia, mi sfugge e poi riprende: il tuo corpo così fluido e languido mi trasmette ciò che hai voluto lasciarmi nel cuore. Sei forte”
  • Patrizia: Molto stimolante e interessante…L’ho sentita e ho avuto la sensazione che mi sentisse. Mi ha tirato fuori movimento non solo fisico… contatto finalmente “contatto” neutro ma vero e personale. Mi piacerebbe danzare ancora con lei e più a lungo.
  • Alessandra: Incredibile! Mi ha comunicato un’energia vitale entusiasmante…avrei voluto che non finisse mai….che l’esperienza si fosse cristallizzata in un magico momento di intensità
  • Vera: Sono sconquassata, letteralmente destabilizzata. E’ l’energia che mi è entrata dentro, la tua, il tuo ritmo, la tua delicatezza e poi tanto altro. Sei stata brava, è stata un’esperienza nuova, viva soprattutto.
  • Simone: Un’emozione che è durata poco ma è sembrata infinita. Peccato che ho fatto Watch.
  • Margherita: Cercavo proprio gli occhi stasera, anche se ho fatto Touch…
  • Atonia: Contact sempre. Anche se a volte chissà cosa passa. Francese è la lingua. Tempo. Capire il tempo. Sorriso. Contact
  • Anonimo: E non si finisce mai di parlare…..
  • Annalisa: Ti ho ascoltata attentamente. Nella mia testa ti ho sentita urlare

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